19 settembre 2010 Miracolo di San Gennaro si ripete alle 09.22

Napoli 19 settembre 2010 ore 09.22 San Gennar a fatt o’miracol , o più amichevolmente chiamato dalle credenti più devote ” faccia gialla ” dal colore bronzeo del viso . San Gennaro è Napoli e, Napoli è San Gennaro ; solo assistendo personalmente alla cerimonia della liquefazione del sangue si può capire l’affetto del popolo napoletano verso il Santo . il sangue del santo nell’ampolla si è sciolto. A darne l’annuncio è stato l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, durante le celebrazioni di questa mattina del santo Patrono di Napoli la cui nascita si fa risalire nel 272 a Caroniti e la morte il 19 settembre del 305 a Pozzuoli.
Le celebrazioni continuano alle 11 con la concelebrazione eucaristica solenne presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli.
E alle ore 19 con concelebrazione eucaristica presieduta da sua eminenza monsignor antonio Di Donna, vescovo ausiliare e vicario generale dell’arcidiocesi di Napoli.
Per tutti i fedeli che vogliono rendere venerazione a San Gennaro possono farlo a partire da domani lunedi’ 20 fino alla prossima domenica  dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30 .

San Gennaro :

La leggenda ci dice che le origini di San Gennaro erano nobili e già nel grembo della madre faceva presagire che sarebbe diventato un santo in quanto, quando questa si recava in chiesa, sentiva agitarsi gioiosamente il bambino.
Durante la persecuzione di Diocleziano, era diacono della chiesa di  Miseno, Sossio, un giovane trentenne stimato per la santità di vita; in quel periodo Gennaro era vescovo di Benevento e, recandosi a Miseno per partecipare ad una liturgia, ebbe certezza dell’imminente martirio del giovane diacono che, infatti, poco dopo fu imprigionato. Gennaro si recò a fargli visita per consolarlo con il suo diacono Festo e il lettore Desiderio. Riconosciuti come cristiani i tre visitatori furono a loro volta incarcerati e non avendo voluto abiurare la loro fede furono condannati ” ad bestias “, cioé ad essere dato in pasto alle belve durante lo spettacolo circense nell’arena di Pozzuoli, pene che fu poi commutata in decapitazione e che fu eseguita nel Foro di Vulcano nei pressi della Solfatara di Pozzuoli nel 305. Una donna raccolse il suo sangue in due ampolle di cui si perse ogni traccia.  Inizialmente il corpo del santo trovò sepoltura in un luogo detto Marciano nei pressi dei luoghi dove avvenne l’esecuzione, in seguito il vescovo di Napoli Giovanni I volle un sepolcro più decoroso e tra il 413 e il 432 traslò le spoglie del santo nelle catacombe napoletane sulla collina di Capodimonte. In quest’occasione un’altra donna presentò le due ampolle affermando che contenevano il sangue coagulato di S. Gennaro. Come per provare la sincerità della donna il sangue si liquefece all’improvviso sotto gli occhi del vescovo e della folla riunita per assistere alla cerimonia di traslazione.
Il miracolo, da allora si ripete ogni anno in una delle date legate al santo: la vigilia della prima domenica di maggio ( data della traslazione ), il 16 dicembre (anniversario dell’eruzione vesuviana del 1631 durante la quale i napoletani invocarono il santo a protezione ) e il 19 settembre, data del martirio. Il fenomeno, che si ripete anche nella pietra porosa, impregnata del suo sangue, nella chiesetta di Pozzuoli, non ha tuttora avuto una spiegazione scientifica: la scienza stessa lo definisce prodigioso.
 In seguito, a causa di una cruenta lotta tra il ducato di Benevento e quello di Napoli, le spoglie del martire furono trasferite a Benevento e a Montevergine fino a che l’arcivescovo di Napoli Alessandro Carafa ottenne il permesso di riportarle a Napoli.